Sostenere lo sport: perché? Se pensiamo ad un cucciolo di qualsiasi specie animale (uomo compreso), immediatamente lo immaginiamo giocare. Ogni cucciolo gioca perché con il gioco «impara la vita»; se gioca con altri cuccioli impara a rapportarsi con gli altri.

 

Dall’indagine 2012 del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute (http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/) su abitudini alimentari e attività fisica dei bambini di 6-10 anni delle scuole primarie, emerge che circa la metà dei bambini partecipanti allo studio ha la TV in camera, il 36% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per 2 o più ore al giorno, mentre solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Inoltre, il 18% dei bambini pratica sport per non più di un’ora a settimana e il 17% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’intervista. Tali dati sono leggermente migliori rispetto a quelli dell’edizione 2010 dell’indagine, ma rimangono preoccupanti. Davanti alla TV non si «impara la vita», perché con la TV non si gioca. Con i videogiochi non si «impara la vita», perché con i videogiochi si gioca da soli. I valori che si trasmettono attraverso un gioco organizzato sono il lavoro di squadra (il rugby ne rappresenta la massima espressione), il rispetto (della regola, del compagno, dell’avversario e dell’arbitro), la disciplina (le regole ci sono perché senza regole non esiste gioco e senza gioco non esiste divertimento), il piacere (il divertimento è la ragione per cui giochiamo) e lo spirito sportivo (è importante vincere, ma non ad ogni costo). In una squadra di rugby, poi, ogni bimbo od ogni ragazzo ha un suo spazio e un suo ruolo: quello piccolo sarà più bravo a correre o sgusciare tra gli avversari, quello un po’ più grande e magari cicciottello esprimerà il suo valore a pochi metri dalla linea di meta avversaria trascinando la propria squadra al successo, quello bravo a calciare (eh sì, si calcia anche nel rugby!) nel gioco negli spazi ampi, quello meno capace a calciare negli spazi ristretti. Il rugby è uno sport di situazione (“vedo, decido, agisco”): contrariamente a quanto si può pensare… a rugby si pensa, e tanto! SOSTENERE LO SPORT DELLA PROPRIA COMUNITA’ SIGNIFICA’ AIUTARE A CRESCERE I NOSTRI (PROPRIO QUELLI NOSTRI-NOSTRI) BAMBINI.

 

Sostenere il Volvera Rugby: perché? Il Volvera Rugby è parte attiva della comunità volverese, che crede nella responsabilità sociale, ovvero nel principio che dice che se curi gli interessi di chi ti sta attorno prima dei tuoi, indirettamente ne otterrai un beneficio superiore a quello che otterresti «facendo esclusivamente i fatti tuoi». Sostenere il Volvera Rugby è quindi sostenere la comunità della nostra zona, in quanto il Volvera Rugby collabora gratuitamente con le scuole volveresi e del circondario, cerca di trasferire valori etici e formativi ai ragazzi che praticano lo sport, partecipa attivamente alla vita della comunità. Legare il proprio nome a quello del Volvera Rugby è legarlo a tutti questi valori, riconosciuti all’interno della comunità. Di conseguenza la visibilità che si ottiene dal Volvera Rugby è una valore positivo per la vostra attività. Più prosaicamente, il Volvera Rugby cercherà di rendere proficuo l’investimento, anche piccolo e auspicabilmente duraturo nel tempo, che vorrete effettuare con noi, attraverso la pubblicazione del vostro marchio all’interno del sito web www.volverarugby.com, attraverso i bollettini di comunicazione ed attraverso l’organizzazione di alcuni eventi riservati agli sponsor, ove avrete modo di conoscervi per poter valutare ulteriori opportunità di collaborazione lavorativa.

 

Sostenere il Volvera Rugby: come? Le possibilità di sostenere il Volvera Rugby sono molteplici. E’ diventata una tradizione il calendario della nostra squadra, che raggiunge le famiglie volveresi; è possibile “offrire” un terzo tempo o associare il proprio marchio al materiale che utilizziamo per l’attività (maglie da gioco, attrezzature, t-shirt, etc.). Prendi contatto con: dirigenza@volverarugby.com per maggiori dettagli. Intanto … iniziamo con il dirti grazie per aver letto fino a qui ed aver pensato di dare una mano ai nostri ragazzi.